http://www.woundcarejournal.it/index.php/ijwc/issue/feed Italian Journal of Wound Care 2019-02-17T10:18:58+01:00 Francesca Baccino francesca.baccino@pagepress.org Open Journal Systems <p>L’<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> è la rivista più autorevole sulla cura delle ulcere e il principale punto di riferimento della ricerca e dell’informazione clinica riguardanti la vitalità dei tessuti. Pubblicata trimestralmente, la rivista si rivolge ad un pubblico internazionale che comprende infermieri, medici e ricercatori specializzati nella gestione delle ferite e nella vitalità dei tessuti, nonché medici generici che intendano migliorare la propria pratica.</p> <p>Oltre a pubblicare le ultime novità e la ricerca più all’avanguardia nel settore, l'<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> tratta anche argomenti relativi alla formazione e alle nuove terapie. La ricerca è pubblicata sotto forma di articoli originali, ricerche applicate, e casi clinici. Tutti gli articoli sono rigorosamente sottoposti alla revisione paritaria compiuta da esperti internazionali, tra cui clinici, infermieri e ricercatori.<br><br><img src="/public/site/images/mikimos/AIUC5x1000.jpg"></p> http://www.woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/46 La membrana L-PRF e suoi derivati utili nella chirurgia del wound care/The L-PRF membrane and its derivatives useful in wound care surgery 2019-02-17T10:18:58+01:00 Alessandro Crisci alessandrocrisci@libero.it Carmela Rescigno alessandrocrisci@libero.it Michela Crisci alessandrocrisci@libero.it <p>Il crescente settore multidisciplinare dell’ingegneria tissutale mira a rigenerare, migliorare o sostituire in modo prevedibile i tessuti danneggiati o mancanti per una varietà di condizioni causate da traumi, malattie e vecchiaia. Per garantire che i metodi per l’ingegneria tissutale siano ampiamente applicabili in ambito clinico, è necessario modificarli in modo da renderli prontamente disponibili e relativamente facili da usare nella routine clinica quotidiana. Pertanto, i passaggi tra la preparazione e l’applicazione devono essere ridotti al minimo e ottimizzati per renderli pratici e l’implementazione realistica. L’obiettivo generale di sviluppare concentrati piastrinici di origine naturale può essere prodotto <em>vicino</em> al paziente e accelerare il processo di impianto essendo finanziariamente realistico per il paziente e per il sistema sanitario. La fibrina ricca di piastrine (PRF) e i suoi derivati sono stati utilizzati in un’ampia varietà di campi medici per la rigenerazione dei tessuti molli. In conclusione, i risultati della presente revisione sistematica evidenziano gli effetti positivi del PRF sulla guarigione delle ferite dopo terapia rigenerativa per la gestione di vari difetti dei tessuti molli riscontrabili nel <em>wound care</em>.</p> <p>Growing multidisciplinary field of tissue engineering aims to regenerate, improve or replace predictably damaged or missing tissues for a variety of conditions caused by trauma, disease and old age. To ensure that tissue engineering methods are widely applicable in the clinical setting, it is necessary to modify them in such a way that they are readily available and relatively easy to use in daily clinical routine. Therefore, the steps between preparation and application must be minimized and optimized to make them realistic implementation. General objective of developing platelet concentrates of natural origin can be produced <em>close</em> to the patient and accelerate the implantation process, being financially realistic for the patient and the health system. Fibrin rich in platelets and leukocytes (PRF) and its derivatives have been used in a wide variety of medical fields for soft tissue regeneration. In conclusion, the results of this systematic review highlight the positive effects of PRF on wound healing after regenerative therapy for the management of various soft tissue defects found in wound care.</p> 2019-02-04T11:23:13+01:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/43 La gestione del dolore procedurale nelle lesioni maligne fungiformi del distretto cervico-facciale/The management of procedural pain in the fungating malignant wounds of the cervical and facial area 2019-02-17T10:18:56+01:00 Antonino Lombardo alombardo@cittadellasalute.to.it Francesco Stivala francesco_stivala@libero.it Loredana Reina francesco_stivala@libero.it Enrica Fontana francesco_stivala@libero.it Rosalia Altini francesco_stivala@libero.it Silvia Valzan francesco_stivala@libero.it Gloria Montanari francesco_stivala@libero.it Maria T. Arnaud francesco_stivala@libero.it Andrea Todisco francesco_stivala@libero.it Anna De Luca francesco_stivala@libero.it <p>Le lesioni maligne fungiformi (LMF) sono lesioni croniche definite come un’infiltrazione della cute da parte del tumore o delle metastasi. Le lesioni possono presentarsi come noduli sollevati simili ad un cavolfiore (proliferativo), come un’ulcera crateriforme (distruttivo) o una combinazione di entrambe. Le LMF sono spesso associate a diversi segni, più comunemente cattivo odore, essudato, sanguinamento, dolore lesione-correlato, slought/necrosi, infezione e prurito. In più le lesioni interessanti il distretto cervico-facciale espongono il paziente a problemi psicologici e sociali. Perciò i pazienti con LMF richiedono cure palliative e una corretta gestione della lesione, non solo per il controllo dei sintomi fisici lesione correlati, ma anche per la risoluzione dei problemi psicosociali. È stato effettuato uno studio osservazionale presso la S.C. ORL U, Presidio Ospedaliero Molinette. Dal 1 gennaio 2016 al 31 maggio 2017 sono stati osservati un totale di 18 pazienti, di cui 12 uomini e 6 donne, affetti da LMF. Il dolore è stato valutato con una Scala di valutazione validata Numerical Rating Scale, con range da 0 a 10, dove zero corrisponde ad assenza di dolore e dieci al massimo del dolore immaginabile. L’obiettivo dello studio è stato quello di Valutare l’entità del dolore percepito dai pazienti durante il cambio della medicazione, includendo le fasi di: rimozione, detersione, debridment, cura della cute perilesionale, applicazione, chiusura e fissaggio. Rimozione: media dolore 2,3 DS±1. Detersione: media dolore 3,4 DS±2. Debridment: media dolore 3,4 DS±2. Confezionamento e Fissaggio: media dolore 5,3 DS±4. Alla luce dei risultati emersi, si evidenzia la necessità di un miglior controllo del dolore correlato alla medicazione. A tale scopo si è costituito un gruppo multidisciplinare. Il gruppo di lavoro ha elaborato appropriati schemi terapeutici differenziati in relazione al dolore basale e alla presenza o meno di terapia di supporto per la malattia oncologica di base. Gli schemi terapeutici elaborati verranno sperimentati sul campo al fine di valutarne l’efficacia sulla gestione del dolore procedurale.</p> <p>Fungating malignant wounds (FMW) are chronic wounds defined as a skin infiltration by the tumor or metastases. They may be present as raised nodules similar to a cauliflower (proliferative), as a crateriform ulcer (destructive) or a combination of both. The FMW are often associated with different signs, most commonly odor, exudate, bleeding, related wound pain, slough/necrosis, infection and pruritus. In addition the wounds of the cervico-facial district expose the patient to psychological and social problems. Therefore patients with FMW require palliative care and proper management of the wound, not only for the control of wound-related physical symptoms, but also for the resolution of psychosocial problems. From January 1, 2016 to May 31, 2017, a total of 18 patients were observed, including 12 men and 6 women with FMW. Pain was assessed with a validated Numerical Rating Scale, with a range from 0 to 10, where 0 corresponds to the absence of pain and 10 to the maximum of imaginable pain. To evaluate the amount of pain perceived by patients during dressing changes, including the steps of Removal, Cleansing, Debridment, Perilesional skin care, Dressing application, closure and fixation. Removal: average pain 2,3 DS±1. Cleansing: average pain 3,4 DS±2. Debridment: average pain 3,4 DS±2. Dressing Application and Fixation: average pain 5,3 DS±1. In the light of the results, there is a need for better dressing related pain control. For this purpose a multidisciplinary group was formed. The working group developed appropriate therapeutic patterns differentiated in relation to the pain before the intervention and the presence or absence of supportive therapy for the underlying oncological disease. These therapeutic schemes will be tested in practice in order to evaluate their effectiveness on the management of procedural pain.</p> 2019-02-05T15:19:23+01:00 ##submission.copyrightStatement##